giovedì 25 febbraio 2010

Ti spiego la corruzione

Prima Galli della Loggia sul Corriere ci ha spiegato che se la politica e' corrotta e' semplicemente perche' lo e' tutta la societa' Italiana, poi Montezemolo ci ha indicato come causa principe la mancata riforma dello Stato e della sua Pubblica Amministrazione.

Io la penso un po' diversamente. E forse come me la pensano molti altri liberali. Un punto di vista forse piu' cinico, ma forse con una soluzione piu' realistica.

Cerco di farla breve. Il politico e' un amministratore della cosa pubblica, dunque per definizione maneggia soldi non suoi. A parte poche e ignote eccezioni meritevoli, in media questo significa che il politico e' un pessimo amministratore,  essenzialmente perche' non incentivato a fare bene. E questo e' un grosso problema.

giovedì 11 febbraio 2010

Dove e' l'eroe liberale?

Ogni rivoluzione ha bisogno del proprio eroe. Le rivoluzioni liberali non fanno eccezione. In U.K. l’eroe e’ stata certamente Margaret Thatcher, e negli U.S.A. Ronald Reagan. L'eroe letteralmente incarna l'idea rivoluzionaria e trova le energie politiche e sociali per produrre il cambiamento. A prescindere da qualunque ostacolo e da ogni condizione avversa. L'eroe e' la persona giusta al momento giusto. Il determinato, lo spavaldo, il coraggioso e, perche' no, il fortunato.

Anche l'Italia ha prodotto i suoi eroi, le sue rivoluzioni. Mussolini letteralmente invento' il fascismo e la fascistizzazione dell'Italia. Craxi aiuto' in modo determinante ad interrompere lo strapotere della DC e a proporre una rivoluzione a sinistra con un Partito Socialista indipendente ed antagonista al PCI.  Berlusconi di rivoluzioni ne ha fatte almeno due: la prima quando con dei sotterfugi ha rotto il monopolio televisivo dello Stato (che non permetteva a nessun cittadino di trasmettere uno stesso programma contemporaneamente su tutto il territorio nazionale). Poca cosa? Forse. O forse no. La seconda rivoluzione berlusconiana naturalmente e' stata l'invenzione del moderno centrodestra e del bipolarismo all'Italiana.

Di rivoluzioni mancate ne abbiamo avute almeno due, anzi tre. La prima, per fortuna, fu quella di Togliatti e del PCI dei partigiani rossi. La seconda, purtroppo, quella di Bossi per una vera e propria ristrutturazione delle istituzioni in senso federale. La terza, di cui si parla spesso, e' ovviamente quella liberale.

No, Berlusconi non e' stato l'eroe liberale Italiano.

giovedì 4 febbraio 2010

Bonino, Polverini e l'estetica della politica

Lo dico subito, sono un ammiratore di Emma Bonino. Apprezzo la sua lucidita', la sua onesta' intellettuale e la sua visione liberale della societa'. L'ho ascoltata molte volte alla radio e in televisione, e ho letto negli anni numerose sue interviste ed interventi: sono molte piu' le volte in cui mi sento d'accordo con lei che non il contrario. Eppure.

L'altra sera ho visto la puntata di Ballaro' in cui la Bonino si e' finalmente degnata di apparire (al primo invito di Floris aveva risposto ciccia, poi, dopo l'apparizione della Polverini settimana scorsa, la seconda volta ha accettato). Secondo il mio modesto parere e' stata un'apparizione disastrosa. Provo a spiegarmi.

Il fatto e' che queste vetrine mediatiche che chiamiamo "approfondimenti" di cultura o di politica (Ballaro', Annozero, Porta a Porta) appartengono piu' allo showbusiness che al giornalismo. La forma conta molto, moltissimo, a volte quasi piu' del contenuto. L'apparire, dal viso al tono di voce fino al vestito, passando certamente per la gestualita', volenti o nolenti colpisce il telespettatore a livello inconscio con una potenza che e' spesso superiore al fioretto del ragionamento. Il timbro della tua voce puo' insomma contare di piu' del significato delle tue parole.

E' la videocrazia, bellezza.

venerdì 29 gennaio 2010

Stato, mercato e lavoro.

Proviamo a ridirlo. Tanto per mettere bene a fuoco il problema. Lavoro, Stato e mercato. Quale dovrebbe essere il ruolo dello Stato nel mercato del lavoro?

Pensiamo a chi viene licenziato oggi, in concomitanza  di aziende che devono chiudere o ridimensionarsi per non aver retto l'impatto di una crisi economica di vaste proporzioni. Parliamo di problemi reali, di individui spaventati dalla perdita di uno stipendio fisso.

Cosa dovrebbe fare lo Stato? A grandi linee, esistono due scuole di pensiero.

La prima, che possiamo chiamare Statalista (attenzione, lo Statalismo esiste sia a sinistra che a destra, non fatevi illusioni), sostiene che lo Stato ha il dovere di intervenire direttamente, in pratica dando soldi o servizi gratuiti a quei cittadini che si trovano fuori dal mercato del lavoro. Si va dalla cassa integrazione ad assegni di disoccupazione. Variazioni sul tema, modulazioni dell'intervento. Ma in definitiva la soluzione Statalista finisce con l'ignorare il mercato di per se', anzi magari lo considerara colpevole della situazione e lo isola di proposito.

La seconda, che definiamo liberista, mette al centro della soluzione l'individuo stesso e la sua capacita' di interagire con il mercato del lavoro. In questo caso si preferirebbe dare al cittadino tutti gli strumenti necessari per farsi riassumere nel piu' breve tempo possibile.  Nella stessa azienda o in un'altra, questo ha poca importanza. Purche' si riprenda velocemente a guadagnare.

mercoledì 27 gennaio 2010

FIAT bloccata per due settimane



Dunque FIAT interrompe la produzione per due settimane. Non e' ancora l'annunciata chiusura di Termini Imerese, ma e' un primo segnale di scricchiolamento. D'altra parte Marchionne lo aveva detto.
Il sistema per ora regge perche' i lavoratori temporaneamente usufruiranno della cassa integrazione, pero' e' evidente che una trasformazione sta avvenendo nel mercato dell'auto. In Italia, ma non solo.

Un punto pero' deve essere chiaro. La FIAT farebbe si' bene ad investire sempre piu' sulla ricerca per arrivare alla prossima soluzione tecnologica prima dei suoi concorrenti, ma e' il Governo a dover aiutare i lavoratori. Come ci ha gia' ricordato Marchionne, non e' la FIAT a dover governare. Questo e' un punto discriminante, che separa lo statalismo interventista amato dalla sinistra da una vera societa' liberale.